È in un palazzo liberty nel cuore di Roma che, oltre 30 anni fa, ha aperto i battenti l’Hotel Artemide. Un albergo quattro stelle con una solida clientela business e leisure, che qui sceglie di venire anche per l’Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar. Un’esclusiva terrazza in cui guardare dall’alto la capitale, gustando i cocktail di ricerca del bar manager Maurizio Zuddio, tra cui un Espresso Martini che merita la deviazione.
Il contesto: un hotel glamour che ospita una collezione d’arte privata unica
A metà strada tra la stazione di Roma Termini e il Quirinale, in via Nazionale, da anni romani e turisti si danno appuntamento in uno dei boutique hotel più glamour della città. La struttura ospita 90 camere di recente ristrutturazione, un’intima spa e una collezione d’arte probabilmente unica in un contesto ricettivo.

Si tratta di ART-emide, una mostra privata di proprietà di Alberto Ginobbi, che vanta alcune opere novecentesche di artisti del calibro di Magritte, Balla, Severini, De Chirico, Capogrossi. Tra surrealismo, futurismo e metafisica, si compie un percorso introspettivo fino alle opere conclusive, che tracciano l’evoluzione della pittura italiana nel secondo dopoguerra.
La collezione ART-emide è visitabile tutti i giorni dalle 17.00 alle 21.00 gratuitamente per gli ospiti di Hotel Artemide, Artemís Spa e Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar e al costo di 10 € a persona per i clienti esterni.
L’atmosfera: un rooftop esclusivo, con una vista privilegiata e un’ospitalità calorosa
Al settimo piano dell’Hotel Artemide, si trova una delle terrazze più romantiche della città, alias Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar. Un the place to be per chi è in cerca di un luogo ameno nel cuore di Roma, dove prendersi una pausa dalla quotidianità e osservare la città eterna da una vista privilegiata.

“Qui è lo staff che fa la differenza” è il motto di un’ospitalità che ha davvero a cuore le esigenze di ogni singolo cliente e, che qui ci tengono a ribadire, “deve sentirsi a casa”.
Il rooftop è il contesto privilegiato in cui scoprire un binomio cucina-cocktail d’autore.
I cocktail: tra radici, agave, freschezza e spiriti, spicca un Espresso Martini apprezzato anche negli USA
All’Ambrosia, i cocktail portano la firma del bar manager Maurizio Zuddio. Avvicinatosi al mondo della miscelazione passando dalla porta dei club, ha calcato i banconi di alcuni tra gli hotel più esclusivi della città capitolina – St. Regis Rome e Palazzo Montemartini – prima di approdare nel 2015 all’Ambrosia. In questi dodici anni ha trasformato il rooftop dell’Hotel Artemide uno dei più esclusivi della città, grazie a cocktail di ricerca e a un ingrediente che per lui viene prima di tutto: l’ospitalità. “I nostri clienti possono avere avuto una giornata difficile. Sta a noi, anche solo con un piccolo gesto, rallegrarla. Dobbiamo essere degli psicologi, oltre che dei bartender. Non basta il cocktail perfetto, il cliente ha bisogno prima di tutto di essere ascoltato e capito”.

Oggi, la sua cocktail list “Familia” è suddivisa in quattro sezioni aromatiche, ognuna delle quali presenta classici, twist e signature: RADICI – Erbe, Amari, Bitter, AGAVE – Fuoco & Sole, SPIRITI – Malto & Rovere, FRESCHEZZA – Botaniche & Purezza.
RADICI è il regno dei cocktail amaricanti come il Negroni, rivisitato da Maurizio nella variante Negroni DOC. L’ingrediente segreto è il vermouth bianco al tartufo bianco d’Alba di Dennis Zoppi. Un twist sottile e raffinato al tempo stesso, che ripensa completamente il cocktail fiorentino, grazie a due simboli d’eccellenza della tradizione piemontese.
AGAVE è la dichiarazione d’amore di Maurizio al Messico. Tutti i cocktail sono a base tequila, compreso il Tijuana Nera, un signature con i sapori esotici sudamericani – cocco e lime – che assume una colorazione nera, grazie al carbone vegetale, e che introduce il tema della migrazione messicana negli USA (Tijuana è l’ultima città al confine con la California).

SPIRITI è, soprattutto, l’omaggio del bar manager al mondo dei whisky, di cui è grande esperto e appassionato. L’Ambrosia Any Time è un signature senza tempo: un sour in cui il distillato preferito di Maurizio – qui di origine americana (bourbon) – si sposa con i sapori avvolgenti del cacao, della vaniglia e dell’Amaro Montenegro.
FRESCHEZZA è una sezione immancabile nel periodo più torrido dell’anno. A vodka, sakè, rum e gin è affidato il compito di veicolare i sapori estivi della frutta tropicale, dello yuzu, del tè e della ginger beer. Daiquiri Zen incarna alla perfezione questo concetto, grazie a quattro ingredienti freschi (passion fruit, zenzero, ananas e lampone) che reinterpretano la forma di un drink immortale della miscelazione mondiale.

La drink list non termina qui, ma prosegue anche con mocktail, low alcohol e Prosecco signatures.
Espresso Martini: dal twist che va forte negli USA alla challenge di MT Magazine
C’è un drink di Maurizio che, più di ogni altro, merita un racconto a sé. Si tratta dell’M. Martini, nato dai ricordi di una bevanda energizzante che gli preparava la mamma (M sta proprio per questo), a base di uovo, zucchero vanigliato, latte e caffè. Una ricetta non distante dall’iconico sbatudin, antesignano del tiramisù.
Oggi, questo ricordo gastronomico rivive in un intramontabile twist sull’Espresso Martini, che spicca per l’aggiunta di zabaione e zucchero aromatizzato con le bacche di vaniglia e per una garnish a forma di M, a base di cioccolato. Il drink è il più venduto dell’Ambrosia – ca. 3.000 pezzi l’anno – ed è molto apprezzato dagli statunitensi.

“Ci sono storie bellissime legate a questo drink. Anni fa, una signora, che dormiva in un altro hotel, ha fatto 20 minuti a piedi per raggiungere l’Ambrosia e gustare questo cocktail, a sua volta consigliato tramite passaparola da altri clienti americani (70/80% dei clienti totali). Quella sera mi sono emozionato”.

L’Ambrosia Rooftop Restaurant & Bar si prepara ad ospitare, il 13 settembre 2026, l’ultimo atto della prima edizione dell’Espresso Martini Challenge. L’appuntamento, organizzato da MT Magazine, ha l’obiettivo di incoronare la migliore versione di un cocktail senza tempo, realizzato per l’occasione con Caffè Vergnano e Finlandia Vodka.
La cucina: una firma italiana che lascia spazio alle contaminazioni
I piatti portano la firma dell’esperto executive chef Massimo Gonnella, giunto all’Ambrosia nel 2015, come il bar manager. Originario del Molise, propone una cucina radicata nella tradizione italiana e aperta alle tecniche contemporanee e influenze internazionali.

La carta, di 5 piatti per portata, racconta bene questa filosofia di cucina.
Il Gazpacho mediterraneo viene preparato con datterini rossi e fragole, salicornia e tartare di branzino d’amo al lime, per un risultato fresco, fruttato e salmastro.
Il Tortello fumé, ripieno di burrata pugliese DOP e gambero gobbetto, viene condito con burro affumicato di malga e polvere d’olive taggiasche. L’equilibrio delicato di sapori e consistenze è il frutto di una perfetta calibrazione degli ingredienti.

Primitivo e Agnello denota la ricerca sul territorio italiano portata avanti dallo chef. Il carré di agnello viene accompagnato a una riduzione di Primitivo di Manduria, quindi completato con spugnole e mostarda di mandorla d’Avola.
Il Babà Signature rilegge un classico della pasticceria campagna, con una bagna nordica, alla mela e cannella.
La cucina dello chef si può apprezzare anche nel menu da 5 portate “Ambrosia” e può essere abbinata ai cocktail del bar manager.





















