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Carmelo Licata, un percorso esponenziale dal Dry Martini al Seta Garden Lounge Bar

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Un giovane talento che sboccia man mano nel mondo bartending, dai primi passi fatti al Dry Martini di Sorrento fino al nuovo progetto in corso in quel di Giulianova in Abruzzo.

Carmelo Licata, si racconta, inizia il suo percorso da giovanissimo, come molti si avvicina al mondo del bar lavorando in club e in altri piccoli locali del suo paese d’origine vicino l’Aquila. Il suo percorso professionale cresce nel tempo, le diverse competenze acquisite e l’esperienza maturata lo portano verso nuovi lidi, fino al suo primo grande salto di qualità con l’ingresso al Dry Martini di Sorrento di Lucio D’orsi. La curiosità e la sperimentazione non si arrestano e Carmelo parte per una nuova avventura tornando in Abbruzzo a Giulianova, dove ha preso parte al nuovissimo progetto di Seta Garden Lounge Bar.

Com’è stata l’esperienza al Dry Martini?

L’esperienza al Dry Martini mi ha formato sotto qualsiasi punto di vista: dall’organizzazione al servizio fino alla gestione dell’accoglienza al cliente; grazie alle conoscenze che mi ha trasmesso di Lucio D’orsi che possiamo definire sinonimo di maestria ed eleganza nel settore dell’ospitalità.

Cos’è Lounge Bar Seta?

La mia collaborazione al progetto Seta Garden Lounge Bar è nata per pura casualità, mi era stato chiesto di fare una consulenza per questa nuova realtà che stava per avviarsi, da lì ne è nata poi una collaborazione. Il locale ha aperto da soli quattro mesi, grazie all’estro creativo in materia di design della titolare e mia compagna Federica Feriozzi, si trattava di una pasticceria che voleva affacciarsi al mondo della mixology con l’ambizione di offrire agli abruzzesi un nuovo punto di incontro dove poter non solo mangiare, ma anche bere di livello.

Che progetto c’è alla base di questa nuova realtà?

Il progetto andrà a ingrandirsi nel tempo, abbiamo intenzione di aprire nuovi outlet in Italia e all’estero: Marche, Lazio, Lombardia e New York. Possiamo definirlo come uno nuovo concept per definire la realtà del bar, si tratta di un locale a metà tra un cocktail bar di hotel e uno street bar. Il servizio è impeccabile come quello d’albergo, bartender in giacca e cravatta ed eleganza assoluta condita però da un’atmosfera informale, in cui tutti possano sentirsi a proprio agio. L’obiettivo è proprio quello di aprire le porte a una clientela più vasta, dare la possibilità a tutti di provare e venire a conoscenza di un luogo in cui la mixology di alto livello si sposa con la quotidianità.

Ci saranno delle contaminazioni tra food&beverage?

Le stiamo studiando, per ora il locale è basato soprattutto sulla mixology. È un progetto ancora in corso che sta crescendo in modo esponenziale giorno dopo giorno. La cucina che andremo a proporre, a inizio stagione autunnale, sarà basata sostanzialmente sul mondo asiatico a 360˚ a livello gourmet.

Qual è la tua proposta di miscelazione?

La drink list attuale è ispirata al mondo del cinema internazionale in cui abbiamo voluto racchiudere le maggiori arti che vanno a intrecciarsi tra loro: musica, arte visiva e miscelazione. La musica è omaggiata con i cocktail dedicati alla trilogia Spaghetti Western di Ennio Moricone, che appare in copertina. L’arte visiva è celebrata con dei quadri appositi presenti nel nostro menù, preparati per noi da alcuni artisti in cui vi è un’associazione tra il film e i personaggi più famosi che hanno fatto la storia del cinema. La miscelazione entra in gioco con il cliente, abbiamo omesso volontariamente dal menù gli ingredienti, il cliente sceglie il suo drink in base al quadro riportato e da lì durante l’esecuzione glielo raccontiamo come se fosse una storia che prende vita attraverso il cocktail. Credo molto nell’emotività, trovo importante stimolare nel cliente un’emozione.

Siete un locale in continuo divenire, ma quali saranno le novità più imminenti?

Sto lavorando per l’uscita della nuova drink list che avrà come fulcro centrale l’ecosostenibilità, quindi drink totalmente no waste, il recupero sarà fondamentale dai preparati fino alle garnish: gli scarti della frutta diventeranno sottobicchieri o gadget per il bar. Sarà importante anche la scelta delle materie prime, voglio dare grande spazio alla stagionalità dei prodotti e lavorare sempre e solo con prodotti di qualità. Il nuovo menù si chiamerà Nature, diviso in quattro parti tra: dolce, amaro, aspro e umami. Inoltre, abbiamo stilato un calendario ricco di eventi, a ora in programma abbiamo 13 guest che si susseguiranno nei mesi a venire. Ospiteremo i migliori bartender del momento provenienti dai migliori cocktail bar di tutto il mondo, per le date italiane vedremo il 27 ottobre 1930 dietro il bancone di Seta Garden Lounge Bar e, a seguire, nel mese di novembre Freni e Frizioni e The Court.

Il tuo cocktail preferito?

Il Martini cocktail, adoro berlo e prepararlo per gli altri. Non è un drink che bevo da solo, lo considero un cocktail da compagnia, il Martini è drink conviviale e trovo che ci debba essere l’atmosfera giusta per poterlo bere. Se invece mi trovo a passare in un bar di amici o conoscenti preferisco assaggiare i loro signature, sono curioso, non sono il classico bartender che beve solo classici.

 

 

Clelia Mumolo

 

 

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