Dimenticate la contemplazione silenziosa tra le pareti di un museo. A Firenze, l’energia di Mark Rothko abbandona la tela per materializzarsi nel bicchiere. Fino al 23 agosto 2026, mentre Palazzo Strozzi ospita la retrospettiva sul maestro dell’espressionismo astratto americano, il Bar Artemisia dell’Hotel Savoy (Rocco Forte Hotels) distilla quella visione in puro dinamismo liquido.
“Maestro of Colours”: la sfida di Federico Galli

A un anno dall’apertura, il Bar Artemisia accorcia le distanze tra arte e mixology con la cocktail list Maestro of Colours. Qui la visione internazionale di Salvatore Calabrese incontra il rigore tecnico del Bar Manager Federico Galli. Seduti al bancone, tra i riflessi del maestoso fregio rinascimentale che caratterizza il cocktail bar, ci si accorge subito che la drink list è una vera e propria sfida alla fisica e alla chimica.

Galli infatti lavora sulla precisione millimetrica dei pesi specifici, usando densità diverse per ricreare le iconiche stratificazioni cromatiche di Rothko. Davanti all’ospite arriva così un’opera immobile, quasi magnetica, ma si tratta di un equilibrio temporaneo. Il cocktail nasce davvero solo quando i livelli iniziano a fondersi tra loro, per il passare dei minuti o per il primo sorso. È un ossimoro liquido che si trasforma in un’esperienza in continuo movimento.

Ogni creazione è un tributo che esalta il gusto attraverso la struttura, a partire dal Nocturne Vermillon, ispirato a Untitled Red and Black (1953): un Negroni che riscrive le regole, dove una spuma solida di mora fluttua sul drink e si scioglie lentamente, rendendolo vellutato e mutevole a ogni sorso.

Il racconto cromatico prosegue con Red Horizon, tributo a Untitled Red and Yellow (1952) dalle note tiki inaspettate dove una base gialla di rum, cocco e yerba mate sostiene il rosso profondo del vino in superficie. Il Golden Silence è invece un sour mediterraneo ispirato a Untitled yellow and blue (1954) dove il blu del mare è interpretato dal liquore Venturo che regala freschezza e sapidità, bilanciando la vellutatezza della pesca.

Infine l’alternativa analcolica, Milky Light, ispirata alla luce di Untitled White Center (1950) che fonde lavanda e crema di cocco.

Oltre Rothko: il viaggio di Artemisia

Questo viaggio nel colore è solo l’inizio. A fine aprile, il Bar Artemisia cambierà pelle con la nuova cocktail list annuale dedicata alla biografia di Artemisia Gentileschi. Un racconto in nove tappe che seguirà la pittrice dalla Roma giovanile fino agli anni fiorentini all’Accademia del Disegno. Un omaggio al suo uso teatrale della luce che si affiancherà ai grandi classici firmati da Salvatore Calabrese.





















