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Dry January: un mese no alcool, ma con gusto

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Sono due i momenti dell’anno dedicati ai buoni propositi: la fine dell’estate e la notte di San Silvestro. Che poi si riesca o meno a mantenerli, è un’altra storia.

Dalla Gran Bretagna arriva però un “buon proposito” che potrebbe non essere troppo difficile da mettere in pratica e che al contempo sarebbe in grado di portare più di un beneficio al nostro corpo. Si tratta del Dry January, un mese di purificazione dall’1 al 31 di gennaio, che prevede l’astinenza dal consumo di alcool.

La challenge, nata in Gran Bretagna ormai parecchi anni fa, non punta a demonizzare le bevande alcoliche, ma al contrario spinge a una riflessione sul consumo consapevole, promuovendo un mese di astinenza per riprendersi dagli eccessi delle festività e ripensare il proprio rapporto con l’alcool.

 

Ma cosa beviamo allora?

Secondo gli esperti, il 70% di chi ha aderito alla challenge ha migliorato la qualità del sonno, il 66% si è sentito più energico e l’86% ha risparmiato denaro.

Certo, rinunciare a un bicchiere di vino o a un cocktail ogni tanto può non essere facile, ma in fondo si tratta solo di un mese e i benefici sembrano essere assai maggiori dei sacrifici.

Ma ci sono delle alternative alle bevande alcoliche? Certo che sì, e ci sono tutto l’anno, non solo durante il Dry January.

Immaginate di uscire a bere una sera e di non avere voglia di un drink alcolico. Può capitare a tutti, no? Una volta, le alternative erano talmente poche e banali che anche chi non aveva voglia di bere alcolici finiva per farlo, ma oggi le cose sono decisamente cambiate.

Basta sfogliare i cataloghi dei più importanti distributori di bevande alcoliche internazionali, come per esempio Onesti Group, per accorgersi che le proposte no alcol stanno diventando sempre più ricercate ed invitanti. Questo perché, sottolinea l’azienda, chi non beve alcool ha diritto a un prodotto di qualità, utilizzato nella giusta maniera da professionisti e servito anche in un bel bicchiere.

Qualche esempio? La linea Memento, distillati analcolici che sono l’insieme di una selezione esclusiva di acque aromatiche dai profumi mediterranei, realizzati con ingredienti di origine biologica, senza zuccheri, vegan e gluten free. La particolarità di questo prodotto sta nel fatto che ogni ingrediente viene distillato singolarmente, mantenendo così la propria identità per unirsi poi agli altri e formare un sofisticato bouquet.

Abbiamo poi la linea JNPR, con due distillati e un bitter analcolici. I primi due sono una sorta di “gin analcolici”, anche se la dicitura è impropria, composti da bacche di ginepro e altri ingredienti come il cardamomo e la mela nel primo e il pepe e lo zenzero nel secondo, tutti rigorosamente bio. Il bitter invece, inventato da Flavio Angiolillo, è composto da arancia dolce, arancia amara, limone, genziana, rabarbaro, liquirizia e cannella, ed è ottimo da bere con ghiaccio, con una soda o in un cocktail.

Ma le proposte continuano con il Ferdinand’s Riesling Verjus Cordial, uno sciroppo di uve riesling, fiori ed erbe francesi il cui utilizzo è attestato già nel lontano 71 d.C., all’apice dell’estensione dell’Impero Romano. E come non parlare dei Droplets, gli aromatizzanti completamente analcolici inventati dal guru della miscelazione Javier de las Muelas assieme a Giulia Rossano e Lucio D’Orsi. Naturali e 100% no alcool, i Droplets by Javier de las Muelas aprono infinite possibilità per la creazione di cocktail dal sapore unico e originale.

Un prodotto al passo con i tempi e sensibile al tema della sostenibilità è poi la linea Selvatiq – di cui abbiamo parlato anche qui – bevanda sostenibile 100% made in Italy a base di piante selvatiche raccolte da un’azienda “nomade”, capace cioè di non lasciare alcun impatto sull’ambiente.

Insomma, le proposte per un Dry January all’insegna del gusto no alcool sono tante e tutte originali, qualitativamente eccellenti e perfino sostenibili.

A questo punto, non resta che provare! Buona challenge a tutti!

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