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Flores Cócteles, il cocktail bar di El Porteño Prohibido a Milano

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flores Cócteles

Flores Cócteles è il cocktail bar all’interno del ristorante argentino El Porteño Prohibido, uno dei ristoranti argentini dei fratelli Bernardez aperto a Milano in Via Melloni 9. Entrando attraverso le tende di velluto rosso dell’ampio ingresso, si resta subito ammaliati dal bancone, protagonista della stanza, illuminato da due grandi lampadari in cristallo. La sala lounge di Flores è una parte separata del locale, con un’identità tutta sua, con arredi in velluto dal gusto elegante e raffinato.

 

flores cocteles

Abbiamo trascorso una serata a degustare la nuova drink list invitati da Claudia Zambianchi, in compagnia del fondatore Sebastian Bernardez e del barmanager Diego Atlantico, che ci hanno raccontato la loro storia e i futuri progetti per Flores.

L’importanza del banco bar al Flores Cócteles, tra storia, sogni e progetti

Parlando di arredi, concordiamo sul fatto che il mondo si divide in due: chi ama stare al banco bar, chi invece nemmeno lo vede. Con questa ispirazione, Sebastian ci spiega la storia di Flores.

“Questo bancone è stato adattato a quello che è la struttura del locale. El Porteño Prohibido è l’unico dei nostri locali che ha una sala bar dedicata, Flores Cócteles. Negli altri il banco è più piccolo, perché serve solo di servizio al ristorante.
La storia nasce così: ho fatto il bartender per più di 20 anni, finché l’evoluzione mi ha portato all’idea dei ristoranti. 

Quando nel 2010 ho aperto il primo Porteño, sapevo che le persone affezionate sarebbero venute a chiedere i miei cocktail, come sempre, quindi ho dovuto eliminare il banco bar per non trovare le persone in piedi nel ristorante. La passione per la miscelazione però restava, quindi ho immaginato un nuovo locale per portarla avanti. Così è nato il progetto di Flores Cócteles quando ho conosciuto Diego, che aveva lavorato alla Florerìa a Buenos Aires. Era proprio quello che cercavo.”

Ora i Porteño sono sei: quattro a Milano e due a Roma, ognuno con un format differente. Ed è solo l’inizio! Il sogno è di aprire un Porteño a Londra.” Tra i molti progetti ancora segreti al pubblico, possiamo dire che prima dell’estate apriremo un Flores in terrazza a Roma.

Bancone del flores cocteles

Sebastian Bernardez ci racconta:

Sebastian, nato e cresciuto a Buenos Aires, trasferitosi in Italia ha lavorato per 20 anni in molti locali della movida milanese, fino ad aprire i suoi cocktail bar. Nel 2010 un cambio di rotta: la sfida era aprire i migliori ristoranti argentini per far conoscere l’essenza del suo Paese in Italia.
Ogni volta che apriamo un nuovo locale facciamo un viaggio in Argentina e portiamo containers di arredi e accessori per arredare. La stufa nella sala di Flores ad esempio è stata realizzata da un artista in Argentina. È una boa che galleggiava di fronte all’aeroporto nel Rio della Plata a Buenos Aires, modificata per fare una stufa con la forma della tradizionale Chimenea messicana. Anche le porte in legno arrivano tutte dall’Argentina, hanno un fascino pazzesco.

Inoltre ogni Porteño (tranne il Gourmet) ha una ghiacciaia: sono vecchie celle frigo degli anni ‘40 che venivano utilizzati nelle pulperie. Si chiamavano così i negozi che vendevano di tutto, dai bulloni al latte, e quindi le persone che lavoravano in questi negozi, si dice, erano come un pulpo, cioè avevano mille braccia per fare tante diverse cose.

Diego Atlantico, dagli Appennini alla Pampa

Diego Atlantico, classe ‘88, bar manager di Flores Cócteles, ci racconta:

La mia famiglia viene da altre esperienze, ma a un certo punto per passione i miei genitori decidono di aprire un ristorante in Umbria. Io studiavo filosofia, nel frattempo li aiutavo lavorando al locale. Mi sono appassionato al mondo dell’hospitality.
Un giorno, a Roma, davanti al Colosseo, incontro casualmente un mio amico che mi propone di andare in Argentina. Dico, perché no? Un suo conoscente stava cercando un ragazzo europeo per il cocktail bar Floreria di Buenos Aires. All’inizio avrei dovuto stare tre o quattro mesi, alla fine sono rimasto tre anni. Dopo un giro in tutto il Sud America, sono venuto a Milano. Ho iniziato a lavorare al cocktail bar 1930 e dopo un anno e mezzo ho conosciuto Sebastian. Una mia amica argentina lavorava da lui come sommelier, e ci ha presentati. Abbiamo fatto una cena, casualmente proprio qui vicino a dove ora è Flores, ed è nata l’idea del bar.

Diego Atlantico flores cocteles

La nuova drink list di Flores Cócteles

La drink list propone in evidenza 7 cocktail classici rivisitati in stile Flores, che cambiano ogni sei mesi. Sulla carta si parla anche della storia, raccontando le origini di ogni cocktail. L’idea alla base del concept è far riscoprire gli IBA per diffondere la cultura della miscelazione, nel gusto e nelle origini. Per questo non sono presenti signature, ma ogni dettaglio è studiato per rappresentare la classe che contraddistingue la personalità delle ricette internazionali senza tempo, unite alla selezione di ingredienti d’eccellenza.

Sbagliato flores cocteles

Abbiamo analizzato tutti i classici, su due binari: gli storici dell‘800, e la nuova era di cocktail degli anni ‘90. Nulla è lasciato al caso, anche la presentazione visiva per noi è molto importante.” ci spiega Diego.

Non ci sono signature del Flores, ma abbiamo personalizzato alcuni drink con il nostro stile. Ad esempio l’Aviation, nato in un circolo di aviatori inglese durante la prima guerra mondiale: lo abbiamo reso meno mascolino reinterpretando il tema del volo, anche perché è un drink molto apprezzato dalle donne. Abbiamo scelto di fare un lavoro di chiarificazione che toglie il tipico colore torbido di questo cocktail. Il richiamo al volo è dato dalle farfalle e dal colore azzurro che illumina.”

diego atlantico

In lista anche un grande classico italiano: il Garibaldi, realizzato giocando con i due ingredienti che creano tre colori differenti. La presentazione sembra un quadro di Mirò, con una parte di spremuta d’arancia ghiacciata perfettamente simmetrica all’altra parte di drink. Come tutte le grandi cose, Diego ci confida che questa geometria è nata quasi per sbaglio. Il twist di Flores.

Oltre ai già citati, le novità in carta sono anche:

  • Canchanchara, il cocktail più antico di Cuba, personalizzato con miele di manuka australiano
  • Vodka Sour, proposto in chiave tropicale con il frutto della passione e spuma vellutata on top
  • Long Island, uno dei best seller, rivisitato senza tequila per renderlo più fresco
  • Tommy’s Margarita, nella variante con sciroppo d’agave al posto del Triple Sec
  • Old Fashioned, in chiave giapponese, con una decorazione essenziale e un gusto morbido.

 

La cucina argentina incontra il gusto italiano

flores cockteles tapas
Una delle novità di Flores è la food list. Alcuni piatti sono in comune con il ristorante, ma che si prestano di più all’orario aperitivo. La selezione di tapas è ovviamente nel segno della tradizione argentina, ma la volontà è creare un melting pot culturale di sapori.

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Redazione MT Magazine

MT Magazine è una finestra sempre aggiornata sul mondo della miscelazione italiana e internazionale. Nata nel 2017, da un’idea di Laura Carello, il progetto ambiva a creare una guida circoscritta ai cocktail bar di Torino e Milano, in pochi anni poi si è ingrandita al punto tale da diventare un vero e proprio magazine di riferimento per il settore della mixology e gli appassionati di cocktail.

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