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Il ristorante sul mare che sta riscrivendo le regole dell’Adriatico: due premi nazionali, una grande cantina e una doppia anima unica in Abruzzo

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Nel tratto di costa che ispirò il Vate, Salsedine interpreta il mare con una cucina identitaria, un’accoglienza contemporanea e una visione che guarda lontano. E ci aggiunge pure la pizza.

“Io ho quel che ho donato”. A oltre un secolo di distanza, il pensiero di Gabriele d’Annunzio continua a riecheggiare tra le onde di Francavilla al Mare. È la stessa costa che ha ispirato il Vate e che oggi fa da cornice a Salsedine, il ristorante del Drago Verde Beach Resort dove il mare non è soltanto un panorama, ma l’ingrediente principale di un racconto gastronomico costruito attorno al territorio, alla famiglia Rocco e ai sapori dell’Adriatico.

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Affacciato direttamente sulla costa abruzzese, Salsedine è molto più del ristorante del Drago Verde Beach Resort. È un luogo dove il paesaggio entra nell’esperienza gastronomica, dove le grandi vetrate annullano il confine tra sala e mare e dove ogni dettaglio sembra pensato per disegnare l’Abruzzo attraverso il gusto. Alle spalle c’è la storia dei Rocco. Una famiglia di imprenditori che, dopo le esperienze nei settori dell’abbigliamento e della lavorazione delle carni, nel 2014 decide di investire nel Drago Verde e di trasformarlo progressivamente in una destinazione capace di vivere dodici mesi all’anno. Oggi il progetto è guidato dai fratelli Alessandro e Andrea Rocco: il primo segue la gestione e lo sviluppo dell’intero gruppo, il secondo è lo chef che ha costruito la propria esperienza sul campo, studiando il pesce e le sue infinite possibilità tra cucine, mercati e porti dell’Adriatico.

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La filosofia di Salsedine parte da un principio semplice: la materia prima viene prima di tutto. Il pescato arriva quotidianamente dai porti di Pescara e Francavilla al Mare, con integrazioni selezionate provenienti da Molfetta. È una cucina che non rincorre artifici, ma precisione. Durante il percorso degustazione emergono piatti come la tagliatella di seppia con cipolla e peperoncino,

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Tagliatella di Seppia con cipolla e peperoncino

essenziale e raffinata, il carpaccio di cernia, che esalta la freschezza del pescato, e il polpo gentile in doppia cottura, uno dei piatti che meglio raccontano la ricerca tecnica di questa cucina. Tra i primi spicca il rintrocilo con seppie, ferfellone e pane croccante, omaggio alla tradizione abruzzese reinterpretata con eleganza, mentre tra i secondi la cacciatora di mare accompagnata dalla frittura di paranza sintetizza perfettamente il dialogo tra memoria marinara e contemporaneità. 

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Frittura di Paranza

Ma sarebbe riduttivo descrivere Salsedine come un semplice ristorante di mare. La sua vera particolarità è una doppia anima che raramente si incontra in contesti di questo livello. Accanto alla cucina di mare vive infatti la pizzeria guidata da Gianluca Romoli, che negli anni ha sviluppato una proposta contemporanea fondata su lunghe maturazioni, alta digeribilità e una rigorosa selezione delle materie prime.

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Gianluca Romoli, Alessandro e Andrea Di Rocco

Tra le pizze più rappresentative spicca la premiata O Sole Mio, con bufala DOP, pomodorino, pancetta, capperi, zest di limone e pepe. Poi c’è la Francavilla, che valorizza il pomodoro locale con stracciata di bufala e guanciale, e la celebre Salumi del Mare, una focaccia che unisce prosciutto di pesce spada o tonno rosso affumicato, rucola, stracciata di bufala, zest di limone e granella di nocciola. A impreziosire ulteriormente il percorso contribuisce una carta vini di respiro nazionale e internazionale. Durante la degustazione, gli abbinamenti hanno attraversato territori e stili diversi, dallo Champagne 748 di Jacquesson al Pecorino Mantica 2024 di Masciantonio, fino al Trebbiano 2022 di Emidio Pepe e al Cerasuolo 2024 di Praesidium, a conferma di una selezione che punta in alto senza perdere il legame con l’Abruzzo.

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O Sole Mio

Pure il contenitore riflette una visione precisa. Dopo la devastante grandinata del 2019, il Drago Verde è stato oggetto di una profonda riqualificazione che lo ha trasformato in una moderna bio-costruzione. Materiali sostenibili, impianti per l’autoproduzione energetica, recupero delle acque e un giardino di macchia mediterranea testimoniano un approccio concreto alla sostenibilità. All’ingresso del ristorante, due ulivi secolari provenienti dalla Costa dei Trabocchi accolgono gli ospiti come simbolo di continuità tra passato e futuro.

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La squadra di Salsedine con i premi Cucinamare 2026

Il 2026 ha portato una consacrazione prestigiosa. Alla presentazione della guida Cucinamare 2026, la prima pubblicazione italiana interamente dedicata alla ristorazione balneare, Salsedine ha ottenuto infatti due riconoscimenti nazionali: “Miglior Pizza di Mare” e “Miglior Fritto di Mare”. Due premi che fotografano perfettamente la doppia identità del locale. La guida ha premiato da una parte il lavoro di Gianluca Romoli sugli impasti e sulle interpretazioni contemporanee della pizza, dall’altra la cucina di Andrea Rocco e il suo fritto di paranza, capace di esaltare il pescato attraverso leggerezza, tecnica e precisione. “Ricevere due riconoscimenti in una guida così autorevole è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra squadra e la mia famiglia. Essere premiati sia per la pizza che per il fritto di mare significa vedere riconosciuto il lavoro quotidiano che svolgiamo con passione e attenzione alla qualità. È un risultato che ci rende felici e che ci spinge a continuare sulla strada intrapresa, valorizzando il mare, il territorio e le migliori materie prime”, ha commentato Alessandro Rocco. 

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In una Francavilla che continua a custodire il ricordo di d’Annunzio e della sua idea di bellezza, Salsedine interpreta il territorio con uno sguardo nuovo. Non come semplice ristorante sul mare, ma come luogo in cui gastronomia, paesaggio e ospitalità dialogano continuamente. Il risultato  è un indirizzo che racconta l’Abruzzo di oggi senza dimenticare quello che, da sempre, vive nel rumore delle onde

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