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Marco Defra e il suo Easy-Peasy, un cocktail bar nel cuore dei Caruggi

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Caratterizzato per la minuziosa cura ai dettagli e al cliente, Easy-Peasy si sta imponendo come una vera e propria boccata d’aria fresca all’interno del panorama genovese.

Ciao Marco! Ci racconti il percorso che hai fatto nei bar prima di aprire il tuo locale?  

La mia gavetta è iniziata a Genova, ho lavorato in una rummeria storica e in diversi locali estivi. Avvertivo, però, la necessità di ampliare i miei orizzonti e di assecondare il mio spirito avventuriero. Così sono partito per gli Stati Uniti, per tre anni sono stati la mia casa. Qui ho avuto il privilegio di approcciarmi a un tipo di miscelazione dal sapore tutto internazionale e di ampliare il mio bagaglio culturale. Tra le tante cose belle di questo paese, c’è sicuramente quella per cui vige il concetto di meritocrazia. Se vali, lavori. Ti senti stimolato a far sempre meglio. Sono molto più avanti di noi. Prima di rientrare in pianta stabile a Genova, ho maturato ulteriori esperienze tra Messico, Spagna e Nord-Italia, l’ultima a Trieste, dove ho lavorato come bar manager in un hotel 4 stelle superior.

Com’è iniziata la tua avventura con Easy-Peasy?

Il progetto è nato due anni fa. In quel periodo ero tornato a vivere a Genova per motivi personali, ma non trovavo nulla che rispecchiasse la mia idea di miscelazione. Già da un po’ di tempo covavo il desiderio di aprire un locale, ma se devo essere sincero non avevo mai considerato la possibilità di avviare un’attività nella mia città: non mi sono mai trovato molto a mio agio con la mentalità e le dinamiche sociali che la caratterizzano. Un giorno, però, per puro caso mi sono imbattuto in uno spazio da ristrutturare da cima a fondo, e l’idea romantica di aprire un locale tutto mio ha assunto tratti concreti e reali. Era veramente malmesso, in una zona del centro non molto favorevole rispetto alla movida, ma sin da subito non ho potuto fare a meno di innamorarmene e di immaginarmelo finito e arredato a mio gusto. Non mi sono mai lasciato sovrastare dai dubbi e dalle incertezze iniziali. Ho preso il tutto come una sfida. Dentro di me sentivo che la qualità che avremmo offerto sarebbe stata riconosciuta e ripagata. Ad oggi, infatti, possiamo considerarci una realtà fresca e molto promettente del territorio genovese.

Qual è la tua proposta di miscelazione?

La proposta di miscelazione cambia ogni sei mesi. Alterniamo una drink list invernale a una estiva. Nei mesi più freddi proponiamo drink corposi, dai sapori decisi; in estate, invece, preferiamo un tipo di cocktail più fresco e leggero, esotico. In generale tendiamo sempre a variare molto e ad alzare l’asticella in maniera graduale nel tempo. Quando abbiamo aperto il locale ci concentravamo molto sulla presentazione scenografica. Oggi, invece, preferiamo puntare su un service più minimal, manteniamo sempre delle presentazioni particolari ma con una miscelazione più complessa e ricercata. In carta abbiamo anche i classici, ma alle persone piace molto sperimentare drink nuovi. Per noi è fondamentale instaurare un dialogo con i clienti: cerchiamo sempre di capire quali sono i loro gusti, e consigliamo il drink che ci sembra essere più vicino alle loro corde.

Sappiamo che il tuo distillato preferito è il mezcal. Ci racconti di più?

Sì, la passione per il mezcal è nata quando sono stato in Messico e per pura casualità mi sono ritrovato in una agaveria. Lì, ho avuto l’opportunità di immergermi a pieno in tutto il processo di produzione, dalla raccolta dell’agave sino alla distillazione. Ho conosciuto da vicino la cultura e le tradizioni autoctone a riguardo. Quando mi capita di parlare con persone che gradiscono il vino ma che non bevono distillati, mi piace paragonare il mezcal al vino, poiché a seconda del territorio in cui si coglie l’agave e del tipo di cottura che le si riserva, il mezcal cambia totalmente sapore.

 Proponici qualcosa da bere, cosa ci consiglieresti? 

Essendo appassionato di agave, certamente il nostro Tommy’s margarita. Quello che noi proponiamo è un twist molto semplice: al posto della classica tequila utilizziamo il mezcal, con Ancho Reyes rosso con note di sapore al cacao, leggermente piccante, agave, lime, il tutto servito in un bicchiere rock con sale nero hawaiano. È un drink freschissimo, perfetto per ogni stagione.

 Nuovi progetti per il futuro o collaborazioni?

Ogni mese abbiamo il privilegio di ospitare nel nostro locale nomi importanti del mondo della miscelazione, come per esempio Flavio Angiolillo e Alessio Beltrami del Paradiso. A breve dovrebbe venire a trovarci Marella Batkovic, brand ambassador di Adriatico, mentre verso giugno abbiamo in programma Simone Caporale. Ritengo queste collaborazioni fondamentali, in quanto danno modo a noi dello staff e ai nostri clienti di entrare in contatto con mentalità e culture diverse del mondo del buon bere e dell’alta miscelazione. Si viene a creare una vera e propria community ricca di contaminazioni. È l’ideale per continuare a formarsi e restare aggiornati.

 Infine, domanda di rito, qual è il tuo cocktail preferito?

 Vi stupirò: il drink che preferisco è l’Americano. Semplice e buono allo stesso tempo. Potrei berlo per tutto il giorno (ride, ndr).

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