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Mix Contest 2021 si conferma un successo di proporzioni nazionali

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Le ATP Finals si sono concluse la scorsa domenica, e con esse la settimana di eventi che si sono svolti presso la Nuvola di Lavazza, capaci di riunire migliaia di persone in un clima di festa e convivialità che non si respirava da un po’.

L’evento principale della settimana è stato però il Mix Contest di lunedì, organizzato da Laura Carello di MT Magazine, con il supporto di To Be Events, dove quasi trenta bartender provenienti da tutta Italia, con il supporto delle grandi industries mondiali del settore, si sono sfidati per aggiudicarsi l’unica tappa dell’edizione 2021.

 

 

La prima edizione, nata nel 2017, aveva l’obiettivo di mettere a confronto Torino e Milano, con dieci bartender per città i cui finalisti si sarebbero sfidati per decretare il migliore. Già dalla prima fase però, quella torinese, l’interesse si fece sentire. Voci arrivarono fino a Roma, Bologna e Firenze, che si aggregarono alla competizione mandando a turno i loro migliori dieci a sfidarsi sotto la Mole, dando vita a un quadro mai dipinto prima nel nostro paese. Unendo come puntini i vari scenari dello stivale, Mix Contest è riuscito a creare coesione e dare un’identità alla miscelazione italiana fin dalla prima edizione.

Nel 2018/2019, poi, Mix Contest si trasforma in tour. Grazie alla collaborazione con NH e NH Collection, la competizione tocca tutta Italia, da Milano a Venezia, fino a Taormina, gettando luce su un mondo, quello della miscelazione, che, nonostante tutto, aveva ancora poco spazio. L’arrivo della competizione nelle città dava la possibilità di farsi conoscere e creare connessioni, sia per grandi aziende che per bartender, cocktail bar e pubblico, scuotendo mura e risvegliando l’interesse, a volte sopito negli angoli delle piazze. Con una crescita verticale, anche questa edizione ha riscosso grandi risultati, culminata con un trionfo siculo nella finale avvenuta (sempre a Torino) ad aprile 2019.

Dopo il successo dei primi due anni, dopo il riscontro ricevuto sia da pubblico che da critica, Mix Contest è una solida realtà che si prepara alla consacrazione della terza volta; a marzo 2020 però, con il Tour di tappa a Milano, tutto si blocca. Nonostante l’ottimismo, la situazione viene sottovalutata, credendo (e sperando) che il tutto si risolva in poche settimane, ma non è così. Dopo diversi rinvii e tentativi di ripartenza, infatti, la competizione si fossilizza a Milano.

 

 

 

Pandemia, salto di avanti di un paio d’anni e torniamo al presente.

Torino è al centro d’Europa grazie alle ATP Finals, quale occasione migliore per ripartire? Le grandi industries rispondono all’appello lanciato da Torino e sostengono il progetto dell’unica tappa italiana di questa quarta edizione. Cambiano alcune cose, ma non l’entusiasmo e l’accoglienza che ha contraddistinto la competizione fino ad ora.

La grande differenza rispetto alle edizioni passate è anche quella che forse ha reso questa così speciale. Infatti, data la situazione ancora precaria, quest’anno si è deciso di modificare il format, racchiudendo il tutto all’interno di un’unica tappa. Un’unica serata che ha visto il meglio della mixology italiana sfidarsi a colpi di shaker e pozioni.

 

 

Lo svolgimento, poi, rispecchia quello degli anni passati: una giuria tecnica composta da professionisti e giornalisti del settore assaggia le proposte dei cocktail bar, ne giudica presentazione, gusto e concept alle sue spalle; questo tuttavia non è sufficiente a decretare il vincitore. Infatti il pubblico gioca una parte fondamentale nella serata, assaggiando anch’esso i diversi drink e, a fine serata, esprimendo il loro voto. Se da una parte la giuria è attenta alla parte più “meccanica” della competizione, il pubblico è tenuto a giudicare affabilità, percezione e contatto diretto bartender/cliente, oltre naturalmente al drink.

 

 

Altra componente fondamentale, inoltre, è il fatto che quest’anno si è vista la scena nazionale letteralmente affiancarsi a Torino.

In questa edizione erano presenti quattordici cocktail bar, quattordici rappresentanti della mixology torinese e, al loro fianco, un guest rappresentante di un’altra città italiana. Una citazione merita la prima presenza di un cocktail bar dedicato ai drink analcolici, con dietro i ragazzi di Pout Pourri.

Da Milano a Napoli, passando per Genoa e Roma, gli occhi questa settimana erano puntati tutti qui.

 

 

La serata si è svolta in un clima di gioia, dove tutti, per qualche ora, si sono dimenticati di quello che succedeva all’esterno di quella bolla, un po’ come una famiglia che si riunisce dopo tanto tempo, quando sorrisi e visi che ci mancavano da molto fanno passare in secondo piano lo scorrere delle lancette.

È stata inoltre un’occasione di confronto, dove molte sono state le conversazioni su temi riguardanti il nostro campo.

 

Un ringraziamento ai giudici Alessio Giovannesi, bar manager, Erika Mantovani, giornalista, ed Enrico Bonardo

 

E se da una parte la famiglia si è riunita, dall’altre gli ospiti non si sono di certo annoiati. Ottima infatti è stata anche la reazione del pubblico, numerosi quelli che sono accorsi alla serata, con la gente che si divertiva a saltellare da uno stand all’altro, assaggiando cose mai provate, ascoltando le storie dietro quei drink e scoprendo interessi nascosti.

 

 

Alla fine dei giochi, è stato proprio il D.One, pilastro del capoluogo piemontese, supportato da Martini, ad aggiudicarsi il premio finale. Marco Fabbri, bartender ospitante, e Solomiya Grytsyshyn, del Chorus Cafè di Roma, hanno conquistato la giuria, con drink che ispirati ai quattro elementi.

 

 

Dopo le grandi soddisfazioni di quest’anno, non possiamo che attendere con trepidazione la prossima edizione, che promette essere ancora più esplosiva e ricca di sorprese. Nel frattempo però gli eventi di quest’anno potrebbero ancora non essere terminati, con Laura Carello che potrebbe ancora sorprenderci prima di Natale. Stay tuned.

 

 

Un ringraziamento particolare a Martini, Velier, Onestigroup, Rinaldi1957, Gancia, Cocchi, Russian Spirits, Compagnia dei Caraibi, Stock, Molinari e Coca-Cola Hellenic Bottling Company per il loro supporto.

 

di ALESSIO GUZZO

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