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Queréncia Exotic Bar, il nuovo locale dall’atmosfera esotica di Cristian Pellegrino a Lecce

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In un giardino dell’Eden tropicale, nel cuore del Salento, il 1˚agosto è stata inaugurata una nuova realtà vintage dai sapori esotici.

 

Novità assoluta dell’estate leccese è la nuova apertura di Cristian Pellegrino che dona nuovamente vita alla storia della miscelazione completando la combo con due realtà vintage. Al già conosciuto e frequentato Saloon Keeper 1933, locale in stile proibizionistico, va a unirsi Il Queréncia Exotic Bar ispirato agli anni ’40, vera e propria reinterpretazione di quella realtà magica dagli scenari onirici di Don The Beachcomber.

Ciao Cristian, la bella stagione ha portato una bella novità nel cuore di Lecce, come nasce questo nuovo locale dall’atmosfera esotica?

Il progetto nasce da quest’anima esotica che mi ha sempre accompagnato fin da quando ero bambino, ho realizzato in breve un sogno che un connubio tra mixology e cucina in chiave tropicale. Domenica 1˚ agosto abbiamo inaugurato e aperto le danze a questa nuova realtà, costruita in soli 13 mesi in uno dei periodi più complicati per il nostro settore. Con Queréncia Exotic Bar ho voluto ricreare un luogo surreale, non sembra quasi di stare a Lecce ma in uno quadro tropicale simile a quelli di Gauguin. Il nome trae ispirazione da un termine coloniale spagnolo in disuso che significa “sentirsi in un posto come a casa”, Hemingway lo utilizzava spesso per descrivere l’Habana che era la sua queréncia, vorrei che il mio locale rappresentasse un luogo dove sentirsi a proprio agio, come se fosse casa propria. Il giardino tropicale che caratterizza l’ambiente è altamente suggestivo e sono contento che la mia emozione è stata condivisa anche dai miei ospiti.

Qual è la proposta di miscelazione che presenti in questa nuova realtà? Ci sono contaminazioni a livello gastronomico?

La proposta di miscelazione è completamente in stile Tiki, abbiamo diverse proposte che vanno dalla rivisitazione dei classici tiki come il Mai Tai agli evergreen della miscelazione come il Long Island. Inoltre, per alcuni cocktail abbiamo pensato di abbinare delle proposte di fusion pairing di 3 mini-porzioni ciascuno che richiamano l’atmosfera tropicale caraibica, come per il Toronja e l’Habana Mai Tai. Il concetto alla base è proprio quello di ricreare tutto ciò che è tropicale sotto una chiave di lettura ovviamente fusion, dove le contaminazioni tra gli ingredienti è fondamentale.

C’è un collegamento con il Saloon Keeper 1933?

Il Saloon Keeper rimane il motore di tutto ciò che si è creato anche in questa nuova realtà. Il connubio che trovo interessante e continuativo è dato dall’atmosfera vintage che ho voluto ricreare in entrambi i locali. Si tratta di due realtà molto differenti tra loro, uno speakeasy e un tiki bar, ma che segnano un percorso storico e incisivo per la storia della miscelazione.

 

Cosa ci consiglieresti dalla nuova drink list?

Il mio consiglio è quello di assaggiare la nostra proposta di Long Island in versione tropicale che prende il nome di Perla Nera. Si tratta di un cocktail a base cachaça, vodka infusa al black lime e un liquore homemade alle scorze d’arancia e erbe amare in stile criollo. È un drink che rimane molto fresco e allo stesso tempo balsamico al gusto, decisamente perfetto per l’estate.

 

 

Clelia Mumolo

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