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World Aperitivo Day: il rito conviviale secondo Cinquanta Spirito Italiano

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Il 26 maggio si celebra il World Aperitivo Day, un’occasione speciale per onorare una delle tradizioni più amate dagli italiani: l’aperitivo infatti non è solo un’occasione per godersi un buon drink, ma anche un momento di socialità. 

Se il nome deriva dal latino Aperitivus (che apre), tutto ebbe inizio con un vino bianco aromatizzato scelto da Ippocrate per curare l’inappetenza dei suoi pazienti: così il Vinum Hippocratum, antenato del nostro odierno Vermouth, si tramandò fino al Medioevo. In questo periodo la Scuola Medica Salernitana approfondì gli studi sulle proprietà salubri di quelli che oggi sono i liquori, amari e bitter. 

La nascita del rito dell’aperitivo moderno

La rinascita moderna dell’aperitivo avvenne presso la corte Savoia a Torino, la quale proponeva aperitivi reali a base di rosoli e non solo. Le tendenze a palazzo portarono Antonio Carpano, nel 1786, a inventare il primo Vermouth moderno che ebbe subito successo nei caffè torinesi, dove veniva servito insieme a qualche stuzzichino. 

Si può dire che la coppia inossidabile aperitivo-cibo nacque a cavallo tra il XVIII e il XIX, ancora oggi considerato un vero e proprio rito conviviale e inossidabile che, dal 2022, è anche provvisto del proprio Manifesto.

Si tratta di un decalogo del culto dell’aperitivo nato per promuovere e proteggere questo amato rituale tutto italiano: “L’aperitivo è un rito originale della tradizione italiana che accosta a una bevanda un prodotto alimentare o una preparazione gastronomica a essa abbinata” si legge nel primo articolo del Manifesto dell’Aperitivo Italiano.

L’aperitivo all’italiana secondo il Cinquanta Spirito Italiano è a base di Tredicissimo

Le statistiche parlano chiaro: ben il 48% degli italiani dichiara di uscire di casa per il ritorno dell’aperitivo e, nello specifico, un consumatore su due ha l’abitudine di concedersi un momento per l’aperitivo una volta a settimana, mentre il 98% una volta al mese. 

Questo è quanto emerge dalla ricerca di CGA by NIQ per il settore dei consumi On Premise presentata da Matteo Fortarezza, Consultant Manager Beverage Industry CGA by NielsenIQ in occasione dell’incontro inaugurale di Aperitivo Festival a Milano.

“L’aperitivo è molto più di un drink o di un momento di consumo”, ci racconta Alfio Califano, proprietario del Cinquanta Spirito Italiano, un cocktail bar all’italiana nel salernitano che, in poco tempo, è diventato un punto di ritrovo dal mattino fino alla sera inoltrata.Continua Califano: “L’aperitivo è un rito e, in quanto tale, aiuta il singolo a sentirsi parte di una comunità. L’emblema dell’aperitivo al Cinquanta è il Tredicissimo: twist sull’Americano e creato da Natale Palmieri nel 2021 per la prima drink list di Cinquanta Spirito Italiano e che tutt’oggi è ancora presente”.

Ricetta del Tredicissimo del Cinquanta Spirito Italiano:

  • 10 ml di Rinomato Bitter Scuro
  • 30 ml Rinomato Aperitivo Deciso 
  • 40 ml Rinomato Americano Bianco
  • 10 ml Amaro Lucano
  • 30 ml Soda Water

Il tutto viene poi carbonato con CO2.

Tredicissimo è il nome che assunse la vincita del Totocalcio nel 1951, quando l’obiettivo del gioco era quello di indovinare i risultati di 13 partite di calcio e non più 12”, ci racconta Califano, “in questa occasione il bar era il ritrovo settimanale in cui avveniva il controllo delle schedine del Totocalcio mentre si sorseggiava l’aperitivo. Il nostro Tredicesimo è dunque l’omaggio al rito dell’aperitivo domenicale”

Al Cinquanta Spirito Italiano, come in ogni cocktail bar che si rispetti, l’ospite viene sempre prima di tutto e, sulla base di ciò, “i drink sono pensati in relazione ai gusti e ai trends del momento. Ecco, il Tredicissimo è uno dei nostri best seller da ormai 3 anni” afferma orgogliosamente Califano.

Giulia De Sanctis 

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Giulia De Sanctis

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