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DOVE BERE A ROMA, I COCKTAIL BAR DELLA TAPPA DI MIX CONTEST ITALY TOUR

dove bere a roma

I cocktail bar sono tra i luoghi più ambiti per socializzare e fare nuove esperienze. Ideali per un aperitivo rilassante dopo una giornata di lavoro o per un ritrovo tra amici, perfetti per fare tardi nel weekend e mettere alla prova l’abilità dei bartender. Dopo la tappa capitolina di Mix Contest Italy Tour, vi raccontiamo i cocktail bar che hanno partecipato alla competizione. In un percorso alla scoperta, per scegliere dove bere (bene) a Roma.

mix contest roma bartender

Dove bere a Roma?

In Italia la cultura del buon bere è ormai affermatissima e Roma per soddisfare le due anime della sua clientela – internazionale e romana doc – non è certo rimasta indietro. C’è chi preferisce location esclusive, con un servizio elegante e raffinato, e chi invece ama andare alla ricerca di luoghi segreti, così da sentirsi un vero intenditore. Qualunque sia il vostro gusto, nella capitale avrete l’imbarazzo della scelta su dove bere.

Black Market Hall

black market hall cocktail

Black Market Hall è un cocktail bar-bistrot ospitato all’interno di un palazzo storico nel quartiere Monti di Roma. La scelta degli arredi si rifà alle hall dei grand hotel dei primi del ‘900: a regnare sono il vintage, dei divani in pelle, delle abat-jour, della tappezzeria, delle boiserie e dei tavolini bassi, da lounge bar. 

A guidare la proposta drink vi è il bar manager Simone Scapigliati, che realizza signature, in cui è centrale il ruolo giocato dagli homemade e l’ispirazione data dai classici. Ci si può accomodare nei tanti coperti suddivisi tra i due piani interni e l’intimo dehors ospitato nella corte del palazzo. L’ambiente internazionale è molto apprezzato anche dalla clientela straniera.

Bootleg

bootleg

In inglese, “bootleg” indica la gamba di uno stivale e l’abitudine di nascondervi all’interno piccoli oggetti, per sottrarli da potenziali ispezioni. Il termine ha iniziato a essere usato più frequentemente durante il proibizionismo statunitense, quando con questa parola si faceva riferimento alla distribuzione clandestina di alcool. Oggi, Bootleg è uno dei cocktail bar da consigliare nella capitale.

L’intento di Davide Cimaglia, Daniele Protasi e Davide Capece, i soci che hanno aperto questo locale nel 2015, è stato quello di portare il concetto di cocktail bar e di bere attento, in periferia. Bootleg è uno street-bar dall’ambiente easy-retrò, con un importante focus sulla qualità dei prodotti.

Club Derrière

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In uno dei vicoli più famosi di Roma è situata l’Osteria delle Coppelle, a due passi dal Pantheon. Ma non tutti sanno che dentro al ristorante si trova un armadio. Proprio dietro le ante, si apre un mondo nascosto, quello di Club Derrière, un salotto dedicato alla miscelazione e ai distillati, guidato dal bar manager Matteo Siena.

Il bancone è il centro di tutto, ingabbiato in un’ampia vetrata. Da qui vengono realizzati cocktail dagli abbinamenti ragionati e mai banali con lo scopo di esaltare tutti gli ingredienti. La sala, con le sue luci soffuse, gli ampi divani in pelle scura e i tavolini in legno è arricchita da elementi di ispirazione medievale come. Ma le sorprese non sono finite: al Club Derrière anche le librerie nascondono segreti, toccherà a voi scoprirli.

CO.SO Cocktail & Social

coso

Aperto da Giulia Castellucci, insieme a Benedettino Guarino e allo chef Riccardo Bucci, Co.So è il locale nel cuore del Pigneto, che propone una formula di drink e food eclettica, entrambi risultato di una ricerca e contaminazione, che sono all’ordine del giorno.

Il locale è piccolo e accogliente, al suo interno si respira un’atmosfera informale in cui sentirsi subito a casa, anche grazie alla sapienza con cui vengono miscelati i cocktail in grado di farvi raggiungere l’estasi gustativa. Vi segnaliamo da provare il Carbonara Sour. 

Culto Trastevere

culto

Culto è un ex negozio di articoli religiosi, nel quartiere Trastevere, trasformato in un tempio della mixology, un luogo di culto del bere bene capitolino. La drink list è composta dai grandi classici e da signature ispirati alla mitologia romana. Sperimentare, creare e reinventare continuamente: è questa la filosofia. Qui troverete Giorgio Menotti e Marco Polidori, che vi proporranno cocktail legati alla stagionalità del prodotto così da esaltarne la freschezza in rivisitazioni dei grandi classici della miscelazione come il Sacro Spritz, opera del bar manager.

Culto è irriverenza con i grandi lampadari di cristallo che scendono giù dal soffitto in cemento grezzo. È un salotto con divani in velluto celeste e rosso porpora.

Drop Monti tra i locali dove bere a Roma

drop

Drop si “nasconde” dietro un portone anonimo e un citofono senza nome. Non è un vero e proprio speakeasy ma, per accedere al tunnel di pietra che accompagna all’ingresso del locale, bisogna essere tesserati ARCI. Arrivati al fondo del tunnel, un ampio bancone bar e un palco su cui si esibiscono band e cantanti.

La miscelazione proposta è elaborata nell’estetica e nel gusto. I bartender Lukasz Kloc e Lorenzo Fiorucci sono in grado di soddisfare tutti i palati. Da assaggiare TEA BLAZER, infuocato, caldo, avvolgente.

Giano Bistrot 

giano bistrot

Non fatevi ingannare dal nome: qui non si mangia solo. Giano Bistrot è stato aperto nel quartiere Monteverde dalla famiglia Zaccardi. Ѐ gusto, ricercatezza e ritmo. Il menu rinnova il rito del buon bere, tra drink di ultima generazione e moderne tecniche.

La drink list si suddivide in due parti, classici e signature, entrambi selezionati e preparati dal team guidato dal bar manager Marco Acri. Giano Bistrot ospita anche una selezione dei più ricercati gin e distillati.  

Metropolita

metropolita drink

Punto di riferimento per il buon bere della Capitale, Metropolita si trova nel cuore del nuovo quartiere culturale tra il Ponte della Musica e il MAXXI.
Cocktail bar intimo e avvolgente, sorprende grazie alla ricerca costante nel mondo della gastronomia e della mixology. Le proposte food si abbinano ad un’ampia scelta di drink fatti di ricette tradizionali provenienti da ogni parte del mondo per regalare un vero e proprio viaggio da gustare ad ogni sorso, con i drink creati da Giovanni Badolato, ricercati e serviti con ghiaccio hoshizaki, creato dall’omonima la macchina per ghiaccio che sta spopolando tra i bartender e viene dal Giappone. Dietro al bancone, Giovanni, vestito con la divisa perché anche i barman scelgono le materie da utilizzare e la presentazione del cocktail stesso proprio come gli chef. 

Mediterraneo al MAXXI

mediterraneo maxxi

Per la prima volta i bartender Nicholas Ferrini e Piero Sellitti del Mediterraneo al MAXXI si sono lanciati in una battle di miscelazione e abbiamo potuto scoprire la loro grande maestria. Materia, arte e cibo: è questo il mix vincente scelto da Mediterraneo. Qui si attinge da una drink list premium studiata dai barman del locale, con scelte come il cocktail Formentera ispirato al Gin Tonic, il Saint Tropez che ricorda uno Champagne cocktail e il Portofino con Tequila, Blanco e Campari o la Ratafia ai frutti rossi. Il locale si affaccia sul primo museo dedicato alla creatività contemporanea, pensato come un grande campus per la cultura, da Zaha Hadid.

NAOS 

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Naos è un viaggio alla scoperta della cucina e non solo greca con ampi spazi a tinte minimal, gusto ellenico e un’offerta artistica tutta da scoprire,nel nuovo concept restaurant di Ponte Milvio. Nàos si presta ai format del “dopocena” con estrema semplicità, trasformandosi in un vero e proprio club nel quale il convivio lascia spazio alla musica.

Una drink list composta da decine di signature eseguita a regola d’arte da Andrea Rossi e Luca Leone, ispirata alle divinità greche, miscelando fra loro ingredienti tipici delle isole cicladi con i grandi distillati. È oltre possibile attingere ad una selezionatissima carta enologica. Vi consigliamo di assaggiare PERSEFONE Περσεφόνη: Pisco, guacamole di albicocche, dal sentore provocante. 

The Barber Shop

the brber shop

Un lato b dietro a una sala da taglio in cui entrare con una tessera. Questo è The Barber Shop, probabilmente uno dei banconi più belli della capitale e uno dei migliori locali, dove bere a Roma, alle spalle del Colosseo.

I cocktail, a firma di Tommaso Spirito e Pasquale Viscito, sono ottimi, così come lo è la presentazione e la scelta dei bicchieri. Mettetevi comodi, abbiate la pazienza di attendere la preparazione del cocktail e poi lasciate andare a briglia sciolta le papille gustative. Un assaggio della loro selezione? The Zappa con Mezcal, succo di lime, orange curacao, sciroppo al mango e papaya candita al sesamo. 

Triplo Cocktail Bar

triplo cocktail bar

Triplo si presenta con una accattivante chiave moderna ottenuta grazie a neon rosa e luci soffuse. Ma perché il nome triplo? Grazie alla collaborazione dei tre soci, ma anche dalla presenza di tre banconi all’interno del locale. Ogni bancone è completamente dedicato ad un preciso stile di miscelazione, l’ultimo però è dedicato a voi infatti una work station è al centro di un grande tavolo da 15 posti ed è il cuore di un evento originale che Triplo propone ogni domenica a partire dalle ore 18: “La prova del Barman”, una sfida tra clienti chiamati a concorrere con propri cocktail per vincere simpatici premi.

Qui i bartender e le barlady, Simone Gentili e Giulia Guizzardi, dopo mesi di ricerca e sperimentazione, sono entusiasti di presentarvi il nostro nuovo menù, dedicato alle donne che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro tempo, così Samantha Cristoforetti o Greta Thumberg diventano cocktail originali e unici. 

W Rome Hotel

w rome hotel

Il W Lounge, cocktail bar ospitato all’interno del W Rome, è una destinazione a tutte le ore, alimentata dalla cultura del cocktail. La rarità di una terrazza sul tetto di Roma, con vista sui monumenti più rappresentativi della città, rende il piano superiore dell’hotel ancora più eccezionale, oltre ad ospitare una buona miscelazione.

Dietro il bancone troveremo Mattia Capezzuoli, che segue il fil rouge del locale, infrangendo le regole della classica mixology, inventando cocktail e combinando la cultura e la storia di Roma con il futuro della città. Otto sono i  cocktail proposti, creati secondo lo spirito “perpetual nature”, che segue il ciclo vitale della natura, tra nascita, deperimento e rinascita.

Così, a seconda della stagione dell’anno, radici, foglie, fiori e frutta finiscono nel bicchiere. Ad andare per la maggiore è il Negroni ossidato: un blend di cinque gin, tre bitter e sei vermouth, tutto affinato in acciaio, cotto a bassa temperatura con la cascara e lasciato ossidare nelle ampolle dietro al bancone. 

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